Come fare personal branding: alcuni consigli utili

Fare personal branding vuol dire investire su se stessi.

Questa è una strategia di marketing che mette al centro l’individuo con i suoi punti di forza, esperienze e competenze.

Si può definire come la promozione di se stessi e può riguardare il Ceo di un’azienda così come un giovane laureato in cerca di lavoro o un freelance.

Ogni persona deve avere l’ambizione di trasformarsi in un brand ma senza snaturarsi.

Infatti, è vero che dobbiamo in qualche modo vendere noi stessi ma questo si può fare portando avanti valori e visioni del mondo particolari ed uniche, anzi, in un periodo di grandi cambiamenti, bisogna cercare di non perdere di vista il contesto che ci circonda.

Non esistiamo solo noi e il nostro obiettivo.

Dobbiamo partecipare anche al dibattito sui temi sociali, politici e culturali dello scenario nazionale ed internazionale oltre a creare relazioni e migliorarsi giorno dopo giorno.

Va da sé che tutto questo passa per Internet, per i social network.

Parleremo di reputazione, etica, interazione e molto altro.

Andiamo però con calma e mano mano capiremo tutto ciò che serve.

Personal branding: autenticità e reputazione

Prima di occuparci della creazione del personal branding, dobbiamo rispondere ad alcune domande e questioni. Chi siamo? Qual è la nostra mission? Quali sono le skills e gli aspetti di noi che vogliamo esaltare e far conoscere?

Insomma, è fondamentale conoscere noi stessi tanto per citare il filosofo Socrate.

Solo così poi potremo relazionarci con gli altri, mostrando la nostra immagine come biglietto da visita.

Immagine professionale e personale reale e non artificiosa per farsi un nome, posizionarsi nel web e influenzare opinioni, abitudini e perché no acquisti.

Passiamo ora ai consigli veri e propri.

Una volta capiti chi siamo, dobbiamo trovare la nostra nicchia di mercato.

Il punto è distinguersi dalla massa ripetitiva e autoreferenziale e quindi aggiungere valore, peculiarità e pubblicare contenuti di qualità.

Deve essere un lavoro costante ma piacevole.

Se rappresentate un’azienda, ne sarete i portavoce condividendo i valori e i progetti ma mantenendo sempre la giusta autonomia di pensiero.

Poi arriverà il momento di comunicare verso gli altri gli utenti.

Poco per volta, si trasformeranno in pubblico, seguaci, collaboratori, amici.

Per farlo, cercate la vostra voce, il tono e le parole giuste oltre ovviamente al mezzo per esprimervi.

Può essere la scrittura, un video, un podcast.

Siate autentici e le persone lo capiranno e vi apprezzeranno.

E questo non farà che aumentare autorevolezza e reputazione online.

Lo storytelling è uno dei trend di questi anni e un alleato in questa sfida.

Potete raccontare aneddoti, successi ed insuccessi della vostra vita o commentare una notizia proporre un tema di discussione.

Non provate però a fare i tuttologi e non prendetevi troppo sul serio.

Rispondete ai commenti positivi e negativi che vi vengono rivolti, interagite.

Alla gente piace se prendete posizione, se vi schierate.

Se vi impegnate per una causa meritevole che sentite davvero.

In generale, fate capire che avete a cuore il vostro lavoro e che vi impegnate per realizzare i vostri obiettivi. Un po’ di ironia non guasterà.

Personal branding: Non solo Linkedin

Linkedin è il social network più conosciuto per cercare e trovare lavoro.

All’interno della piattaforma, troviamo però tante altre cose: webinar, corsi, post e video di persone da tutto il mondo.

Quindi, è il luogo ideale per mettere in pratica il personal branding soprattutto se lavorate nel settore del marketing b2b.

Alti sono infatti i tassi di lead e conversione per gli operatori del settore.

D’altra parte, se cercate un impiego, non potete non considerare queste statistiche.

Il 90% dei recruiter utilizzano regolarmente Linkedin per assumere, in più, si stima che globalmente almeno 122 milioni di persone abbiano ottenuto un colloquio tramite questo sito.

Nel vostro profilo-vetrina, descrivete studi e formazione, soft skills e capacità umane. Lo scopo è invogliare datori di lavoro, colleghi e persone sconosciute a contattarvi, a prendervi in considerazione.

Non vanno però sottovaluti gli altri social come Facebook, Instagram, Twitter ma anche Snapchat, Tik-tok.

Sono dei veicoli stimolanti per trasmettere idee, opinioni e raggiungere un pubblico vastissimo.

La strategia, in questo caso, deve essere quella di mantenere lo stesso messaggio e coerenza.

Cambiando piattaforma però bisognerà adattarsi ai diversi tipi di utenti e agli strumenti che ogni rete sociale propone.

Per fare un esempio banale, su Instagram vanno forte foto, video e brevi stories.

Twitter invece è prettamente testo. Inoltre, non è richiesto avere un profilo ovunque. Dipende da tante variabili. La tecnologia deve essere al nostro servizio e non il contrario.

Guardate a tutto questo come opportunità di crescita personale e lavorativa. Fonte di scambi culturali, professionali.

Ricordate però che la vera sfida è fare personal branding, coniugando empatia a business. Pubblicità a consigli disinteressati.

Promozione di prodotti e servizi a riflessioni personali e impegno. E se non riuscite da soli a praticare il personal branding, avete sempre a disposizione agenzie e professionisti del ramo.